CATTEDRALE
La Cattedrale di Lucera è un bellissimo monumento che sorge
sulle testimonianze di un’altra civiltà: sorse, infatti,
sulle rovine di una moschea voluta dai saraceni, ma non solo…
Durante alcuni lavori di restauro e di consolidamento della chiesa
compiuti circa vent’anni fa fu scoperto un tratto di strada
romana che, presumibilmente collegava l’odierna Piazza Duomo
con le Terme romane rinvenute nella zona di borgo San Matteo (queste
ipotesi furono avanzate dalla Sovrintendenza alle Belle Arti).
Sono poco note le vicende costruttive della Cattedrale, ma si
sa che in un diploma reale di Carlo II d’Angiò (dato
a Napoli il 14 gennaio 1302) si legge che, per celebrare il ritorno
della città alla legittima tradizione cristiana fu rasa
al suolo una moschea venerata dai Saraceni, ed al suo posto edificata
la Cattedrale dedicata a colei che aveva ispirato l’impresa
: S. Maria Assunta. L’edificio fu consacrato il 14 ottobre
1302 ma terminato nel 1317.
Fu dichiarato Monumento Nazionale nel 1874. L’architettura
della Chiesa è “gotico – angioina“ ed
è molto sobria. Esternamente il perimetro è rinforzato
da contrafforti che nella parte absidale della Chiesa la rendono
simile ad una fortezza. Sulla facciata principale ci sono tre
portali: il centrale presenta su di esso sopra due teste di leone,
una elegante edicola decorata da quattro colonnine bizantine entro
le quali è scolpita la “Madonna della Lunetta”
(S. Maria con il bambino in braccio) del XIV sec; sull’edicola
si nota lo stemma degli Angioini e sul timpano la statua di S.
Michele con due angeli (sec.XVI – XVII). I due portali laterali,
ovviamente più piccoli, immettono nelle navate laterali
della chiesa e presentano delle diversità che rendono la
facciata asimmetrica. Sulla porta di destra si nota una grossa
torre quadrilatera a tre piani (con finestre bifore romaniche
e monofore a traforo gotico) chiusa da una cella campanaria con
una guglia piramidale del XVI sec. a cui fa da contrasto la slanciata
torre ottagonale presente sul lato sinistro della chiesa.
La Cattedrale è grande 1700 mq, ha un’altezza di
25 m. e presenta la classica pianta a croce latina.
All’ingresso è sulla navata di sinistra che si trovano
due piccoli gioielli: il battistero ed il ciborio entrambi del
1400, mentre su quella di destra è presente una statua
sdraiata di un personaggio seicentesco ignoto. Sono presenti opere
d’arte anche ai lati della porta centrale: a sinistra una
scultura in pietra di scuola napoletana del XVI sec. raffigurante
“L’Eterno Padre”, e a destra un bassorilievo
del XIV intitolato la “Madonna delle stelle”. Il pulpito,
si trova sotto l’ultima arcata della navata di destra ed
è stato ricavato da un monumento tombale della nobile famiglia
lucerina Scassa. La parte più ricca di opere d’arte
è, però, la navata trasversale che termina a destra
con la cappella di S. Rocco (che ospita una tela del XVII sec.
di Girolamo Sanfelice raffigurante l’”Assunta”,
e dove, oltre all’altare dedicato al santo c’è
quello della nobile famiglia lucerina dei Caropresa di epoca settecentesca)
e a sinistra con la cappella di S Maria dove è conservata
la statua lignea di S. Maria della cui epoca, però, non
si hanno notizie certe (probabilmente è una riproduzione
angioina dell’originaria icona bizantina di colore scuro).
E’ in questa cappella che si trova la pietra tombale di
Alessandro di Troja, servo di Dio, i busti di due esponenti della
nobile famiglia Mozzagrugno risalenti all’incirca al XVII
sec., ed una tela della stessa epoca di Ippolito Borghese intitolata
la “Crocifissione”.
Al centro della navata c’è l’altare maggiore
il cui piano è stato ricavato dalla mensa di Federico II
a Castel Fiorentino (sec. XIII). L’altare è sorretto
da sei colonnine con piccoli capitelli diversi di squisita fattura;
fa da sfondo un coro ligneo settecentesco che occupa interamente
l’abside.
Quest’ultima è affrescata con notevole maestria:
gli affreschi che raffigurano l’Assunzione e la morte della
Vergine sono ritenuti opera di Belisario Corinzio e risalgono
alla metà del XVI sec. .
La balaustra in legno è relativamente recente poiché
è stata scolpita nel 1906 dalla Scuola Professionale “Saverio
Altamura” di Foggia. Ai lati della tribuna si aprono due
cappelle semiottagonali: a sinistra quella del “Sacro Cuore”
o cappella Gagliardi, dal nome della famiglia che , tra l’altro,
ne fece affrescare le pareti con il ciclo di scene dell’“Infanzia
di Cristo” attribuite a Fabrizio Santafede. Sotto il piccolo
altare sono composte le reliquie del Beato Casotti vescovo e protettore
di Lucera (sec. XIV).
A destra c’è la cappella detta del “Santo Volto”
o cappella Gallucci affrescata con dodici immagini del “Martirio
degli Apostoli”, un affresco del ”Santo Volto”
opera quattrocentesca di ignoto pittore locale, un monumento sepolcrale
in pietra che si crede rappresenti Carlo d’Angiò
ed infine il bellissimo Cristo Ligneo di scuola renana del XIV
sec. dove il volto del Cristo è stato scolpito con vigoroso
realismo.
La Cattedrale, infine, conserva anche una recentissima opera che
si trova sotto l’ultima arcata della navata laterale di
sinistra: il candelabro in bronzo del Cero Pasquale donato alla
chiesa dalla città di Lucera in occasione dell’anno
giubilare del 2000.