1 marzo - Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto di sabato in Cile. Sono 708 i morti accertati, ma i dispersi sono, secondo le parole della presidente Michelle Bachelet, "in numero imprecisato".
La prima scossa, stimata al grado 8,8 della scala Richter (una potenza centinaia di volte superiore a quello che ha devastato Haiti il 12 gennaio) ha colpito il Cile meridionale alle 3,34 del mattino. Nelle 48 ore successive, si sono contate centinaia di scosse di assestamento, alcune di grande intensità. L'epicentro del sisma è stato localizzato a 35 chilometri di profondità, a meno di cento chilometri da Concepcion, la seconda città del Cile. È stato dichiarato lo stato di catastrofe in 5 regioni del paese: Bio-Bio, Maule, Araucania, Valparaiso e il distretto metropolitano di Santiago.
Scongiurato il pericolo di uno tsunami nell'intero Oceano Pacifico. La furia del mare ha fatto vittime soltanto nelle prime ore dopo il sisma, sulla costa cilena e nell'arcipelago Juan Fermandez, a circa 600 km.al largo (qui si contano 16 tra morti e dispersi).
Per bocca di un suo portavoce, l'UNICEF fa sapere che l'organizzazione "è pronta ad aiutare tutti i bambini che ne avranno bisogno, se e quando il governo cileno ne farà richiesta." Le autorità di Santiago formuleranno probabilmente una domanda di aiuti internazionali mirati nelle prossime ore.
L'UNICEF è presente stabilmente in Cile con un ufficio operativo che conduce programmi di sostegno all'infanzia locale.
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Terremoto ad Haiti, è un'apocalisse
Mancano i mezzi anche per soccorrere i feriti. Poca acqua, poco cibo e rischio malattie
La gente vaga senza meta per le strade sconvolte. Urlano, piangono, si disperano, pregano. Tutta la città è piena di detriti. I palazzi e le case sono implosi, piegati su se stessi, i marciapiedi sollevati, i pali dell'elettricità lanciati a distanza. Non c'è luce, non ci sono comunicazioni. Si cammina a piedi, tra i cadaveri, a centinaia, i detriti, gli incendi che scoppiano all'improvviso. C'è un fiume umano che vaga senza meta, che cerca i familiari, che chiama i nomi dei propri cari, che scava, che si affanna. Moltissimi i feriti: hanno gambe e braccia fratturati: giacciono anche loro sui marciapiedi senza che nessuno sia in grado di raccoglierli e di assisterli.
Nelle prossime ore si rischiano nuove epidemie. I cadaveri che giacciono un po' ovunque e che nessuno è in grado di raccogliere sono un pericolo per la salute. Manca anche l'acqua potabile e la poca disponibile è contaminata. Le conseguenze sono facili da immaginare. La gente ha sete e finirà per ammalarsi. Gli effetti potrebbero essere devastanti.
Sono tante le iniziative nate per aiutare i sopravvissuti. Tra queste c'è l'intervento di MSF, che è presente con le sue strutture prprio ad Haiti, dal 1991.
Medici Senza Frontiere lancia una raccolta fondi straordinaria per potere continuare a soccorrere le vittime del devastante terremoto, di magnitudo 7, che ha colpito Haiti.
I fondi raccolti verranno utilizzati sia per rispondere all’emergenza in corso, sia per i progetti ordinari di assistenza medica una volta che sarà terminata la fase di emergenza. E' questa la testimonianza rilasciata da Stefano Zannini, capo missione di Msf a Haiti, che sta vivendo il dramma del terremoto che ha distrutto la capitale.
Nelle prime 24 ore, le équipes di MSF hanno curato più di 900 feriti. Un ospedale di MSF è stato raso al suolo dal terremoto mentre le altre due strutture sanitarie sono state pesantemente danneggiate. MSF ha allestito ospedali di fortuna dove continuano ad arrivare centinaia di feriti.
In queste ore MSF sta inviando un ospedale gonfiabile con 100 posti letto e altri 70 operatori umanitari che si aggiungono agli oltre 30 operatori internazionali e 700 operatori locali già presenti a Port-au-Prince. MSF lavora ad Haiti dal 1991.
Per salvare le vittime bisogna agire rapidamente ed in modo mirato con personale medico specializzato, materiale sanitario di emergenza, oltre ad acqua potabile. Soprattutto in un paese come Haiti dove da tempo si vive al limite della sopravvivenza.
Medici Senza Frontiere lancia un appello straordinario di raccolta fondi per le sue attività a Haiti.
I fondi raccolti verranno utilizzati sia per rispondere all'emergenza in corso, sia per i progetti ordinari di assistenza medica una volta che sarà terminata la fase di emergenza.
- 30 € per materiale di medicazione di base sufficiente a trattare 20 persone
- 60 € per un kit trasfusione
- 140 € per farmaci e strumenti medici di primo soccorso per assistere 500 vittime di disastri naturali
Per contribuire all’azione di soccorso di MSF a Haiti:
carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti
on line sul sito di MSF