Previsioni e analisi
Gli indicatori di massima valutabili in questo momento ci dicono che dopo le elezioni regionali muterà il quadro politico lucerino. E’ difficile dire oggi se i risultati della competizione pugliese determineranno conseguenze sull’equilibrio della coalizione di centro destra che impera al Comune, pur tuttavia qualche mal di pancia è possibile immaginarlo e prevederlo. E’ difficile che il centro destra potrà ripetere l’exploit (74,78%) delle scorse elezioni comunali e non solo per la diversa connotazione politica e personale delle elezioni.
Il dato eccezionale sopra riportato sarà difficilmente difendibile per due ragioni di fondo:1) esso è sceso nel frattempo al 51,63% ( PDL 29,53%, UDC 11,18% , MPA 6,19% e ” Puglia prima di tutto “4,73%), per effetto di un minus del 23,15% di “Più forza per Lucera “ di Costantino Dell’Osso (10,13%), DC di Peppino Labbate (6,59%), “Alleanza di Centro“ di Mario Cardillo (4,86%) e “Noi donne per la rinascita di Lucera“, sempre facente capo a Dell’Osso (1,57%); 2) perché la sinistra complessivamente sta rinserrando le file, per cui tenterà un recupero che potrebbe farle riguadagnare parte di quei consensi persi a seguito dell’infelice esperienza Morlacco.
Inoltre, la sinistra sarà trascinata dall’effetto (dirompente) Vendola, che è in grado di dare tono, entusiasmo, caparbietà ad un segmento estremo che sembrava essersi disperso nei meandri dell’anonimato. A questo si deve aggiungere che il Partito Democratico ha fatto un ottimo acquisto con la candidatura del cardiochirurgo Michele Rossler, il quale certamente farà convogliare su di sé anche parte dell’elettorato moderato, oltreché la sua vasta clientela di pazienti. Se sono vere le notizie che in questi giorni circolano in città, sembrerebbe che anche l’ex Sindaco Peppino Labbate intenda schierarsi a fianco di Vendola. Al perché di questa inversione a 360 gradi, l’ex primo cittadino avrebbe risposto : “E che devo fare? Schierarmi col PDL, dopo che mi ha trattato a torte in faccia? ”Forse Labbate non lo confermerà mai, ma non v’è dubbio che non si sbraccerà per il PDL, che oggettivamente lo ha offeso, umiliato, anzi cacciato come un appestato, pur essendo un potenziale grande elettore, come si diceva una volta.
Dell’Osso: non pensiamo che possa esprimersi al massimo, perché anche lui non ha avuto un buon trattamento dagli esponenti del centro destra, i quali prima non l’hanno voluto a capo della lista come candidato-sindaco e, poi, si sono disinteressati nel momento in cui Pasquale Dotoli ha firmato il provvedimento di revoca della fiducia in relazione alla sua posizione di city manager. Dotoli forse si è addossato tutte le responsabilità del provvedimento, ma è opinione diffusa che egli sia stato costretto a farlo per accontentare i falchi della sua coalizione o di quelli che sin dalla costituzione dell’Amministrazione lo avevano osteggiato in tutti i modi. La conferma è giunta dallo stesso parlamentare in conferenza stampa, il quale in qualche modo ha giustificato Dotoli nel momento in cui ha intravisto altri quali artefici (dietro le quinte) della revoca del provvedimento di nomina a Direttore Generale. Del resto, altrimenti non si spiegherebbe la contraddizione dello stesso Dotoli, il quale prima lo ha voluto fortemente e, poi, lo ha scaricato come un malfattore.
Inoltre, di fronte ad una sinistra tornata ad essere pimpante, anche con la immissione nella segreteria di Fabrizio Abate, il centro destra continua a non tenere la barra dritta. Già si parla di un terzo rimpasto in Giunta in meno di un anno, dopo che siamo passati sulle pagine nazionali dei giornali per il fatto che il Sindaco si è dimesso già prima dell’insediamento in Consiglio Comunale! Probabilmente, i risultati porteranno a nuovi sviluppi, che potrebbero avere il sapore della resa dei conti. E in questa battaglia sarà importante il ruolo dei padrini che verranno fuori dalle urne.
Antonio Di Muro